Intervista su Mondoeditoriale a cura di Alice Mauri

Emozioni e passioni vibranti raccontate con una scrittura lirica, capace di dire ed evocare con intensità l’universo che vuole raccontare.

Questo è Sogno Amaranto.

Ne abbiamo parlato con l’autrice, Cinzia Cavallaro in questa intervista che vi proponiamo.

1. Sogno amaranto e’ il tuo esordio narrativo, dopo la pubblicazione di due raccolte di poesie. C’è moltissimo, nella tua prosa, delle vibrazioni e dell’intensità della poesia. Come hai vissuto il passaggio dalla poesia alla narrativa e cosa dell’una ritieni di aver portato nell’altra?

In verità la scrittura narrativa è sempre stata presente nella mia vita insieme alla scrittura poetica, semplicemente non ho mai provato ad editare prima i miei testi di narrativa. Quindi, per rispondere alla tua domanda, non c’è stato un vero e proprio passaggio dall’una all’altra, in quanto entrambe mi hanno sempre interessato. Certo è che, durante la stesura del romanzo, la concentrazione era massima su quel testo ed anche i testi poetici scritti in quel periodo sono stati molto minori. Nel contempo penso che il senso poetico sia stato espresso con naturalezza nelle pagine del mio romanzo. è una cosa difficile da spiegare ma, pur rispettando le regole sintattiche della prosa, io penso, e quindi scrivo, con una mentalità poetica; va da sé che le descrizioni e i pensieri siano spesso intrisi di un mio personale lirismo interiore che non mi abbandona.

2. Luce, tenebre e crepuscolo: questa tripartizione del romanzo corrisponde ad una caleidoscopica narrazione sul tema dell’amore, in cui due diversi sguardi – e modi di intendere se’ e l’altro – si contrappongono fino al limite dell’incomunicabilità, eppure in un costante richiamo ed eco reciproco. Credi davvero che l’amore possa essere una cosi’ potente forma (e forza) di indagine e conoscenza?

L’amore in senso assoluto è la forza della vita e quindi nulla è impossibile ad un sentimento così. Nel romanzo la contrapposizione, a volte fin troppo stridente e in alcuni passaggi volutamente un po’ sopra le righe, tra l’amore e l’egoismo, tra la luce e l’ombra, è servita da stratagemma per sottolineare come tutti noi siamo intrisi sia dell’uno che dell’altro. in più, molto spesso, nella società moderna il modo di vivere i sentimenti è superficiale e vuoto di contenuti ma, se si desse fiducia al cuore umano, tutto potrebbe cambiare. vengono ben eviscerati e scandagliati i dubbi, i dolori, le paure, le pulsioni e i desideri dei due protagonisti che si trovano a dover passare al setaccio tutto il loro vissuto sentimentale e umano in cerca di chiarimenti: in questo senso, nel bene e nel male, l’amore rappresenta il propulsore interiore che li spinge a trovare risposte, volutamente o meno, sia per se stessi individualmente che per l’altro.

3. L’amore che racconti in Sogno amaranto è un amore fortemente intriso di sensualità: quanto credi sia importante la ricerca delle parole quando, come nel tuo romanzo, il sesso diventa una componente centrale della narrazione? E quali ritieni siano i pericoli e le insidie in agguato sulla strada di chi scrive e descrive il sesso?

Pericoli e insidie su questo argomento ce ne sono fin troppi perché è un terreno al giorno d’oggi molto battuto, ma anche molto scivoloso, soprattutto se l’argomento viene trattato in un romanzo che non sia né erotico né pornografico come il mio. C’è di base il grosso pericolo di venir fraintesi e di non comprendere invece che è stato volutamente inserito nella storia narrata per elevarla. È stato un passo inevitabile affrontare questo argomento perché mi premeva sottolineare, ancora una volta, come molto spesso nella nostra società molte relazioni vengano improntate solo su quello e non su una visione più completa della storia d’amore, che ha aspetti ben più rilevanti soprattutto sentimentali, spirituali e di coscienza. Ti ringrazio di questa domanda perché mi permette di fare chiarezza sul senso profondo del romanzo.

4. Hai trascorso alcuni anni della tua vita in Inghilterra, e proprio in Inghilterra hai deciso di ambientare il tuo romanzo. Quali sono le ragioni di questa scelta e in che modo l’ambientazione ha influito sul tuo modo di costruire la narrazione e di delineare i personaggi?

Una ragione pratica in quanto la città di Londra la conosco bene; e proprio perché so com’è, cioè una città brulicante di vita ma al contempo ombrosa, ho ritenuto che si prestasse molto bene all’ambientazione di una storia così piena di ombre e luci. Va anche detto però che il romanzo è principalmente un viaggio interiore, un romanzo intimistico; pertanto Londra c’è ma è presente in modo minimalista rispetto a tutto il vissuto narrato nella storia.

5. Ci piace chiudere questa intervista con una domanda sulle tue letture: quale libro credi abbia avuto un ruolo fondamentale nella tua formazione (di donna, prima ancora che di scrittrice)? E qual e’ l’ultimo libro che hai letto e ti ha appassionato?

Ricordo con molta forza e con un impatto emotivo notevole Il quinto figlio, di Doris Lessing, autrice che ho divorato in lingua originale mentre vivevo e studiavo a Londra. Certo sono molti i testi che potrei citare, ma dovendone scegliere solo uno metto questo come capofila.
Al momento sto leggendo poca narrativa, sia per ragioni di tempo che di salute devo scegliere con molta attenzione ciò che voglio leggere. In questo periodo preferisco saggi che mi aiutino nel mio percorso personale e libri sulla scrittura creativa che mi diano spunti per migliorarmi.
Ho riletto con molto piacere le Lezioni americane di Italo Calvino e gli ultimi testi inediti di Alda Merini raccolti nel nuovo libro Eternamente vivo del quale ho apprezzato anche il dvd allegato. Chi mi segue sul mio blog www.wordsinprogress.it già lo sa perché ho pubblicato un articolo su questo insieme ad altre recensioni di letture per me significative.
Infine, l’ultimo testo di narrativa che ho letto è stato La solitudine dei numeri primi, narrazione dalla struttura e dallo stile indubbiamente molto accattivante

INTERVISTA SU MONDOEDITORIALE A CURA DI ALICE MAURI